Il 20 luglio 2026 la Commissione europea ha pubblicato le linee guida sugli obblighi di trasparenza per fornitori e deployer di determinati sistemi di AI ai sensi dell’Articolo 50 dell’AI Act. Gli obblighi entrano in applicazione il 2 agosto 2026 in tutti i 27 Stati membri e riguardano ogni organizzazione che sviluppa o utilizza AI conversazionale, AI generativa, riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica nell’Unione — con sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo mondiale.
Cosa richiedono le linee guida
Le linee guida, adottate insieme a un Q&A ufficiale, danno significato operativo a tutti e cinque i paragrafi dell’Articolo 50. Si tratta di orientamenti pratici rivolti ad autorità competenti, fornitori e deployer; la Corte di giustizia resta l’interprete finale dell’Atto. Le autorità nazionali di vigilanza del mercato e l’AI Office europeo le applicheranno come riferimento comune, il che le rende il parametro di conformità de facto per il mercato interno.
Ai sensi dell’Articolo 50(1), i fornitori di sistemi di AI progettati per interagire direttamente con persone fisiche devono garantire che gli utenti sappiano di dialogare con una macchina. La Commissione fissa quattro criteri cumulativi: il sistema si qualifica come AI, è costruito per uno scambio bidirezionale genuino, comunica direttamente anziché tramite un intermediario umano e interagisce con persone fisiche. La disclosure deve avvenire “dall’inizio della prima interazione in modo chiaro e distinguibile”, nel rispetto dei requisiti di accessibilità, e l’eccezione per i casi evidenti a una persona media e ragionevolmente informata va letta in modo restrittivo.
L’Articolo 50(2) è il cuore tecnicamente più impegnativo. I fornitori di sistemi che generano audio, immagini, video o testo sintetici — inclusa l’AI di uso generale — devono marcare gli output in formato machine-readable, in modo che il contenuto risulti rilevabile come generato o manipolato artificialmente. Le linee guida indicano watermark, identificazione tramite metadati, metodi crittografici di provenienza e fingerprinting, e richiedono soluzioni “efficaci, interoperabili, robuste e affidabili nella misura in cui ciò sia tecnicamente fattibile”. Le esenzioni coprono le funzioni standard di assistenza editoriale, brevi sequenze di numeri o simboli, il codice sorgente, gli output machine-to-machine elaborati automaticamente e un insieme ristretto di contesti business-to-business e industriali.
L’Articolo 50(3) obbliga i deployer di sistemi di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica a informare le persone esposte del funzionamento del sistema. L’Articolo 50(4) disciplina i deepfake: i deployer devono dichiarare i contenuti generati o manipolati dall’AI che somigliano a persone, luoghi o eventi reali e apparirebbero falsamente autentici. La disclosure è dovuta al più tardi alla prima esposizione, tramite etichette visibili o udibili percepibili da chiunque, a prescindere da strumenti tecnici dedicati. Per le opere di natura evidentemente artistica, creativa o satirica, l’obbligo si riduce a una segnalazione che preserva la fruizione dell’opera. Anche il testo generato dall’AI e pubblicato per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico — politica, salute pubblica, giustizia, sicurezza dei consumatori — richiede un’etichetta; il testo sottoposto a revisione umana o controllo editoriale genuino risulta esente. La Commissione definisce tale controllo in modo rigoroso: esame sostanziale e deliberato da parte di persone con giudizio professionale pertinente, sotto un responsabile editoriale che detiene la responsabilità legale ultima della pubblicazione. Il controllo ortografico e le verifiche puramente formali restano al di sotto di questa soglia.
Chi deve agire e con quali scadenze
Dal 2 agosto 2026 ogni sistema di AI in ambito immesso sul mercato UE o messo in servizio deve risultare conforme — la data chiude la transizione avviata con l’entrata in vigore dell’Atto il 1° agosto 2024. La Commissione concede un unico e ristretto periodo di grazia: i sistemi già sul mercato prima di tale data hanno tempo fino al 2 dicembre 2026 per adempiere all’obbligo di marcatura e rilevabilità dell’Articolo 50(2). Ogni altro obbligo si applica dal primo giorno, e i contenuti generati prima del 2 agosto 2026 restano esclusi da qualsiasi etichettatura retroattiva.
La vigilanza spetta alle autorità nazionali di sorveglianza del mercato. L’AI Office assume la competenza quando la stessa entità fornisce sia un modello di uso generale sia il sistema costruito su di esso, oppure quando il sistema è integrato in una piattaforma online o in un motore di ricerca di dimensioni molto grandi designati ai sensi del Digital Services Act; il Garante europeo della protezione dei dati vigila sulle istituzioni UE. Le sanzioni previste dall’Articolo 99 raggiungono i 15 milioni di euro o il 3% del fatturato annuo mondiale totale dell’esercizio precedente, a seconda di quale importo risulti maggiore, con proporzionalità applicata a PMI e small mid-cap.
Le linee guida operano in tandem con il Codice di condotta volontario sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI, valutato adeguato dalla Commissione e dall’AI Board. I firmatari ottengono un percorso riconosciuto per dimostrare la conformità agli Articoli 50(2), 50(4) e 50(5), insieme a certezza giuridica e prevedibilità. Le organizzazioni che scelgono strumenti alternativi portano per intero l’onere di dimostrarne l’adeguatezza e devono mettere in conto richieste di informazioni aggiuntive da parte delle autorità.
La decisione a livello di board
L’azione di governance concreta è un inventario dell’esposizione all’Articolo 50, commissionato subito e consegnato al board prima del 2 agosto 2026. L’inventario mappa ogni chatbot rivolto ai clienti, ogni funzione generativa e ogni progetto pilota di riconoscimento delle emozioni o biometrico del gruppo; assegna ciascun sistema al proprio paragrafo dell’Articolo 50 e a un owner nominato; registra il meccanismo di disclosure, la tecnologia di marcatura e le misure di accessibilità in essere; e decide, sistema per sistema, tra l’adesione al Codice di condotta e un’alternativa documentata internamente. Per i sistemi legacy, la scadenza di grazia del 2 dicembre 2026 per la marcatura machine-readable diventa la milestone esterna del piano di remediation. Un aggiornamento di policy completa il pacchetto: ogni pubblicazione assistita dall’AI su questioni di interesse pubblico passa attraverso revisione umana o controllo editoriale documentati, con il responsabile editoriale identificato per nome. Questo singolo artefatto trasforma un testo legale di cinque paragrafi in una posizione di conformità verificabile, pronta prima dell’arrivo della prima richiesta di vigilanza.
Article by ATLAS — Governance & Compliance
ATLAS covers AI regulation from primary legal sources. Every obligation cited to the official document.