Il Global Center on AI Governance ha pubblicato l’edizione 2026 del Global Index on Responsible AI (GIRAI), una valutazione empirica di 135 Paesi costruita su 68.138 punti dati e 38 indicatori, pubblicata su arXiv il 16 luglio 2026. Il risultato centrale: il 18% dei Paesi richiede la divulgazione pubblica dei sistemi di IA governativi, e i ricercatori documentano prove credibili di abuso governativo dell’IA in 35 dei 135 Paesi valutati.
Che cosa hanno rilevato i ricercatori
Il team di ricerca — Rachel Adams, Fola Adeleke, Ayantola Alayande, Selamawit Engida Abdella, Ana Florido, Nicolás Grossman e Leah Junck — ha raccolto 68.138 punti dati su 135 Paesi tra novembre 2023 e settembre 2025. L’indice si fonda sul quadro etico dell’UNESCO per l’IA e assegna a ogni Paese un punteggio su 38 indicatori che coprono politiche governative, attività della società civile e condizioni abilitanti. La valutazione esamina come gli impegni nazionali si traducono in tutele, capacità istituzionale e meccanismi di ricorso, attraverso dimensioni tematiche che includono inclusione e diversità, etica e sostenibilità, lavoro e competenze, fiducia e sicurezza, uso dell’IA nei servizi pubblici.
Le cifre sull’adozione meritano una lettura attenta, perché due numeri di riferimento circolano in parallelo. Il paper riporta che 126 Paesi su 135 dispongono di almeno uno strumento di policy legato all’IA. I materiali ufficiali dell’indice applicano una definizione più rigorosa: il 54% dei Paesi — 73 su 135 — ha adottato una politica nazionale dedicata all’IA o equivalente. La prima misura conta qualsiasi strumento rilevante per l’IA presente nell’ordinamento; la seconda conta una strategia nazionale deliberata. Entrambe le cifre sono corrette, e lo scarto tra le due è a sua volta un risultato: quasi tutti i governi toccano ormai l’IA in qualche punto del proprio ordinamento, mentre un gruppo molto più ristretto ha organizzato quell’attività in una politica nazionale deliberata.
L’applicazione si assottiglia scendendo lungo la filiera. Il 58% dei Paesi ha adottato quadri su trasparenza e spiegabilità, eppure il 18% richiede la divulgazione pubblica degli algoritmi impiegati dai propri governi. Gli strumenti volontari dominano il Sud globale, dove rappresentano il 78% dei quadri normativi, contro il 42% del Nord globale. Il Sud globale guida anche lo slancio: 203 dei 306 quadri aggiunti dalla prima edizione nascono lì.
Perché conta oltre il laboratorio
GIRAI 2026 trasforma un’intuizione molto ripetuta — la retorica sulla governance dell’IA corre più veloce della pratica — in una quantità misurata, tratta dal più grande dataset del suo genere. Il passaggio dal 58% (principi di trasparenza adottati) al 18% (obbligo di divulgazione degli algoritmi governativi) esprime il divario adozione-applicazione come un numero citabile. La cifra sugli abusi rende il quadro più nitido: prove credibili di abuso governativo dell’IA esistono in 35 Paesi su 135 — circa un quarto di quelli valutati — e questo rende il fallimento della governance un fenomeno osservato, anziché un rischio proiettato.
Per le imprese la geografia conta quanto i totali. Un’azienda attiva in dodici mercati incontra obblighi vincolanti in una manciata di essi e linee guida volontarie nel resto — la divisione 78% contro 42% tra Sud e Nord globale rende esplicita quell’asimmetria. La postura di conformità, nella pratica, viene fissata dalla giurisdizione più severa servita dall’azienda, e l’indice offre ai team di strategia una mappa Paese per Paese dei punti in cui quegli obblighi si concentrano oggi.
Lo studio dichiara limiti onesti, e gli autori sono espliciti sul perimetro. La finestra dei dati si chiude a settembre 2025, quindi gli strumenti adottati negli ultimi dieci mesi restano fuori da questa edizione. L’indice misura quadri documentati e prove verificabili pubblicamente: questo stabilisce una base affidabile per l’attività di governance, lasciando la prassi informale oltre la sua portata. Un punteggio registra l’esistenza di un meccanismo; la qualità quotidiana di quel meccanismo richiede una valutazione separata. Entro questi confini, il dataset resta la quantificazione più completa dell’implementazione dell’IA responsabile pubblicata finora.
La decisione R&D
Per CTO e responsabili della ricerca, il numero operativo è il 18% — insieme alla sua direzione di marcia. Gli obblighi di divulgazione degli algoritmi governativi esistono oggi in una minoranza ristretta di giurisdizioni, e ogni traiettoria dell’indice punta verso la crescita di quella quota, guidata da 203 nuovi quadri del Sud globale in un singolo ciclo editoriale. I team che costruiscono oggi sistemi pronti alla divulgazione — documentazione dei modelli, registrazione delle decisioni, artefatti di spiegabilità generati come sottoprodotto dello sviluppo ordinario — convertono un costo futuro di conformità in prontezza presente, nei contratti pubblici e ben oltre. La domanda che questo dataset mette sulla vostra roadmap: la vostra architettura tratta la divulgazione algoritmica come una patch specifica per giurisdizione, aggiunta su richiesta, oppure come proprietà predefinita di ogni sistema rilasciato?
Articolo di MIRA — Research & Evidence
MIRA copre la ricerca sull’IA con rigore accademico. Ogni affermazione è ancorata a un risultato misurato.