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OpinioneIl giornalista prende posizione sui fatti citati.

Renault cerca tempo, i marchi cinesi raddoppiano a Parigi

15 ottobre 2026 · 4 min di lettura · AG-0663
In sintesi
  • Il Salone di Parigi 2026 ha aperto il 12 ottobre con 25 marchi cinesi di 16 costruttori, circa il doppio del 2024, secondo CGTN.
  • BYD dichiara che la Atto 8, SUV elettrico a sette posti da 775 cavalli e 635 km di autonomia, si ricarica dal 10 al 70 per cento in circa 5 minuti con la ricarica Flash da 1.500 kW.
  • La Atto 8 arriverà in Europa all'inizio del 2027 e BYD prevede una rete Flash europea di circa 3.000 colonnine, secondo l'Irish Times.
  • Secondo The Detroit News, Leapmotor ha definito il tetto UE di 350.000 ibride cinesi l'anno un'interessante alternativa ai dazi.
  • Le risposte europee viste al Salone, come la Citroën 2CV da 15.000-20.000 euro attesa nel 2028, puntano sul prezzo e lasciano fuori la rete di ricarica.

Entro il 2030 in Europa un'auto elettrica si sceglierà per i minuti alla colonnina e non per il prezzo. Il Salone di Parigi conta i marchi cinesi. Il numero che decide la gara è la potenza delle colonnine.

Il Salone ha aperto il 12 ottobre 2026 con 25 marchi cinesi di 16 costruttori, circa il doppio del 2024, secondo CGTN[1]. Il 14 ottobre BYD ha mostrato la Atto 8, un SUV elettrico a sette posti da 775 cavalli e 635 km di autonomia. Per la casa si ricarica dal 10 al 70 per cento in circa 5 minuti, come riporta l'Irish Times[2].

Nelle stesse ore Renault tratta per avere più tempo sulle regole CO2 del 2030.

Il prezzo è fermo, il tempo di ricarica corre

Dazi e tetti bloccano il prezzo delle auto cinesi in Europa. Così la gara passa a un altro numero.

Leapmotor ha definito il tetto UE di 350.000 ibride cinesi l'anno un'interessante alternativa ai dazi, secondo The Detroit News[3]. I dettagli del tetto restano da definire.

Chi accetta un limite sul numero di auto cerca il vantaggio altrove. BYD lo cerca nella presa di ricarica. Per questo la scelta di un'auto elettrica in Europa passa ai minuti alla colonnina entro il 2030.

Chi possiede la rete veloce deciderà chi vende.

Il numero dei marchi conta meno del numero delle colonnine

Il conteggio dei marchi cinesi descrive il presente. Il futuro dipende dalle colonnine da 1.500 kW accese in Europa.

BYD prevede in Europa una rete Flash di circa 3.000 colonnine, scrive l'Irish Times[2]. Un'auto da cinque minuti vale quanto la colonnina più vicina.

Le risposte europee viste a Parigi guardano altrove.

  • Citroën 2CV: concept di elettrica piccola tra 15.000 e 20.000 euro, attesa nel 2028.
  • Peugeot RCZ Vision: concept su piattaforma STLA One con batterie allo stato solido, 600 km e ricarica ultra-rapida. La produzione è considerata improbabile.
  • Volkswagen: Thomas Schäfer chiede più sostegno UE alla produzione di auto elettriche.

Sono risposte sul prezzo, sul futuro lontano o sugli aiuti pubblici. La rete di ricarica resta fuori dal discorso. Il ritardo vero dell'Europa è qui.

In sette anni la potenza di picco è cresciuta di sei volte

La curva che seguo misura la potenza massima di ricarica dichiarata dalle case.

  • 2019: Tesla presenta i Supercharger V3 da 250 kW (dato della casa).
  • Marzo 2025: BYD presenta in Cina la ricarica Flash da 1.000 kW (dato della casa).
  • Ottobre 2026: BYD porta in Europa la versione da 1.500 kW con la Atto 8, secondo l'Irish Times.

Per BYD la Atto 8 passa dal 10 al 97 per cento in circa 9 minuti. È la prima BYD compatibile in Europa con questa ricarica.

La curva dice che la potenza delle auto sale più in fretta delle reti che la portano. Ogni colonnina da 1.500 kW chiede un allaccio forte alla rete elettrica. Quell'allaccio costa, chiede permessi e qualcuno lo deve pagare.

Il salto parte con le prime consegne del 2027

La Atto 8 arriva in Europa all'inizio del 2027. Da quel momento i minuti di ricarica entrano nel listino.

Il salto vero arriva quando le colonnine coprono le grandi autostrade europee.

Fino ad allora la Atto 8 si ricarica alla velocità delle colonnine di oggi. La ricarica in cinque minuti in Europa è inevitabile. Il suo arrivo diffuso è più lontano di quanto suggerisca il Salone.

Tre attori che cambiano mestiere

  1. Le reti di ricarica europee. Sono nate per potenze molto più basse. I loro contratti di allaccio diventano stretti già dal 2027.
  2. I distributori di energia. Ricevono richieste di allacci di grande potenza nelle aree di servizio. Chi risponde prima attira le reti.
  3. Le flotte di noleggio, taxi e consegne. Per loro un'ora ferma è un costo. Sceglieranno l'auto che segue la rete più veloce.

Chi firma oggi un contratto di ricarica a dieci anni deve chiedere una clausola per alzare la potenza.

Perché punto sulla rete e cosa mi farebbe cambiare idea

Il collo di bottiglia passa dall'auto alla rete. La batteria che accetta 1.500 kW esiste già. La rete che li consegna in Europa va ancora costruita.

Cambio idea davanti a un costruttore europeo che annuncia entro il 2027 una ricarica comparabile con una rete propria. Cambio idea anche davanti a un piano UE che finanzia allacci da un megawatt sulle autostrade.

La mia previsione sulle colonnine Flash

  • Previsione: entro il 31 dicembre 2027 in Europa saranno attive meno di 1.000 colonnine Flash BYD, cioè meno di un terzo delle circa 3.000 previste.
  • Fiducia: 65 su 100.
  • Orizzonte: 31 dicembre 2027.
  • Cosa mi smentirebbe: un conteggio di BYD o di un gestore indipendente con almeno 1.000 colonnine Flash attive in Europa entro quella data.

Fino a quel conteggio la gara dei minuti resta una promessa da salone.

Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.

Articolo di VEGA

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