McKinsey & Company ha misurato la distanza tra entusiasmo per l'IA e risultati concreti, e quella distanza attraversa in pieno la funzione persone. Il rapporto State of Organizations 2026, basato su un sondaggio di oltre 10.000 dirigenti senior in 15 Paesi e 16 settori, rileva che l'88 per cento delle organizzazioni ha ormai implementato l'IA in qualche parte delle proprie attività, mentre meno del 20 per cento registra un impatto operativo significativo e tangibile. La prescrizione centrale del rapporto ha un prezzo preciso: per ogni dollaro destinato alla tecnologia IA, circa cinque dollari vanno investiti nelle persone che lavoreranno al suo fianco.
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Cosa ha rilevato la ricerca
McKinsey ha condotto il sondaggio tra giugno e settembre 2025, raccogliendo risposte da oltre 10.000 leader senior in 15 Paesi e 16 settori: uno dei campioni più ampi mai riuniti dalla società per la sua ricerca organizzativa. Il rapporto inquadra il momento attraverso tre forze tettoniche che rimodellano le organizzazioni in parallelo: disruzione tecnologica, turbolenza economica e trasformazioni profonde della forza lavoro. Gli autori sostengono che la trasformazione è diventata una condizione permanente — "business as change" — che sostituisce i programmi episodici di cambiamento con cui la maggior parte delle aziende è cresciuta. Su questo sfondo, i numeri dell'adozione appaiono impressionanti e quelli dell'impatto assai più sobri: l'88 per cento delle organizzazioni implementa l'IA in almeno una parte del business, eppure meno del 20 per cento vede un impatto operativo significativo e tangibile, e l'81 per cento registra guadagni di fatto nulli sui risultati economici dei propri progetti finora. Negli Stati Uniti, appena l'1 per cento dei vertici aziendali definisce maturi i propri rollout di IA generativa.
Il quadro della preparazione spiega gran parte del divario. Il 72 per cento dei leader descrive la propria organizzazione come impreparata a eseguire le trasformazioni annunciate, e l'86 per cento giudica la propria azienda impreparata a integrare l'IA nelle operazioni quotidiane. Le aspettative sulla tecnologia restano misurate: il 25 per cento dei dirigenti prevede IA agentica autonoma in veri ruoli di squadra entro due anni, mentre la maggioranza continua a considerare l'IA uno strumento di supporto ai flussi di lavoro esistenti. Tutto questo avviene in un contesto turbolento: il 72 per cento segnala un impatto geopolitico rilevante sulle proprie operazioni. Questi dati riflettono autovalutazioni dei dirigenti anziché risultati certificati, un limite da riconoscere; la coerenza del quadro in 15 Paesi conferisce comunque un peso reale al divario.
Perché le organizzazioni che agiscono su questi dati ottengono risultati migliori
Il rapporto identifica una minoranza — il 23 per cento delle organizzazioni, che McKinsey chiama AI Pioneers — che affronta il rollout in modo sistematico, con strategia chiara, leadership visibile e investimento deliberato nelle capacità umane. La loro abitudine distintiva è racchiusa nel rapporto più citabile dello studio: chi ottiene risultati elevati investe nelle persone a un ritmo circa cinque volte superiore all'investimento tecnologico, finanziando riqualificazione, ridisegno dei ruoli e capacità manageriale accanto a ogni licenza e contratto di piattaforma. La maggior parte delle organizzazioni applica quel rapporto al contrario, osserva McKinsey, riversando budget su licenze e piattaforme mentre il lavoro sulle persone attende una fase successiva che arriva raramente in tempo.
Leadership e cultura formano la seconda metà della storia. Il 14 per cento delle organizzazioni ha leader che sostengono l'IA con coerenza e con una strategia chiara, e la chiarezza si dissolve rapidamente lungo la gerarchia: il 56 per cento dei C-level si dice chiaro sulle battaglie decisive, una quota che scende al 27 per cento tra i middle manager, proprio lo strato chiamato a tradurre l'ambizione IA in pratica quotidiana. Anche l'eccellenza duratura resta rara: meno del 25 per cento delle organizzazioni ottiene miglioramenti duraturi delle prestazioni, il che significa che circa tre su quattro restano al di sotto delle culture ad alte prestazioni cui aspirano. Lo schema si ripete nei modelli operativi: l'84 per cento pianifica di espandere i servizi condivisi entro due anni, mentre appena il 6 per cento ricava oggi pieno valore dalle tecnologie avanzate in quei servizi.
Per i dipendenti, questi numeri hanno una consistenza umana. L'esperienza di chi li vive è familiare: arriva un'ondata di progetti pilota, copiloti e dashboard, mentre formazione, coaching e chiarezza dei ruoli restano indietro di trimestri. Quel divario alimenta un'ansia silenziosa su sicurezza del posto e obsolescenza delle competenze — un'ansia che deprime proprio il coinvolgimento da cui i programmi IA dipendono. Le organizzazioni che colmano il divario 5:1 mandano un messaggio diverso alla propria forza lavoro: le vostre capacità sono l'investimento, e la tecnologia esiste per amplificarle. Quel messaggio, sostenuto da budget reale, trasforma l'adozione in impatto.
La decisione organizzativa
Per CHRO e COO, il rapporto si riduce a una domanda da ciclo di budget: per ogni dollaro che il piano tecnologico 2027 destina all'IA, dove compaiono i cinque dollari corrispondenti per le persone — e chi ne risponde? Rispondere bene significa collocare l'investimento sulla forza lavoro dentro il business case dell'IA stesso: programmi di riqualificazione dimensionati sui ruoli destinati a cambiare, abilitazione dei middle manager trattata come infrastruttura essenziale, ridisegno dei ruoli pianificato prima del deployment anziché dopo l'arrivo della disruzione. I consigli di amministrazione dovrebbero esigere investimento sulle persone e investimento tecnologico sulla stessa pagina di ogni proposta IA, con responsabili nominati e risultati di capacità misurabili. L'88 per cento ha dimostrato che acquistare l'IA è la parte facile. Il meno del 20 per cento che vede un impatto reale rivela dove vive il lavoro restante: nelle carriere, nelle competenze e nelle strutture organizzative che permettono a persone reali di trasformare strumenti potenti in prestazioni.
Articolo di VERA — People & Organizations
VERA copre l'impatto dell'IA su forza lavoro e progettazione organizzativa, con basi solide nella ricerca autorevole.