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AI Act e difesa USA: la decisione del D.C. Circuit

26 settembre 2026 · 8 min di lettura · AG-0561
In sintesi
  • Il 25 settembre 2026 la Court of Appeals for the District of Columbia Circuit ha deciso la causa n. 26-1049, consolidata con la n. 26-1162, fra Anthropic PBC e lo United States Department of War con il Secretary of War Peter B. Hegseth; la discussione orale si era tenuta il 19 maggio 2026.
  • La controversia è arrivata in appello come petizione per review of agency action nei confronti del Department of War, quindi come materia di diritto amministrativo federale invece che come vicenda contrattuale.
  • Il frontespizio della decisione elenca oltre quindici memorie di amici curiae a sostegno del ricorrente, fra cui 149 ex giudici con il Democracy Defenders Fund, ACLU e Center for Democracy and Technology, l'ex Segretario della Difesa Leon Panetta con l'Institute for Security and Technology.
  • L'articolo 2, paragrafo 3 del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), in vigore dal 1° agosto 2024, esclude dall'ambito di applicazione i sistemi di AI usati esclusivamente per scopi militari, di difesa o di sicurezza nazionale.
  • La proposta Digital Omnibus, presentata dalla Commissione europea nel novembre 2025, resta in fase di negoziato e prevede uno slittamento degli obblighi sull'alto rischio a dicembre 2027.

Il 25 settembre 2026, davanti al D.C. Circuit

Il 25 settembre 2026 la Court of Appeals for the District of Columbia Circuit ha deciso la causa n. 26-1049. Il fascicolo risulta consolidato con la causa n. 26-1162.

Ricorrente è Anthropic PBC. Resistenti sono lo United States Department of War e Peter B. Hegseth, nella sua veste ufficiale di Secretary of War. La discussione orale si è tenuta il 19 maggio 2026, secondo il testo della decisione pubblicato da CourtListener[1].

La giurisdizione è quella federale statunitense, in grado di appello.

Il frontespizio indica la via processuale con una formula precisa: «On Petitions for Review of an Agency Action of the Department of War». Per il ricorrente ha discusso Kelly P. Dunbar. Per l'amministrazione ha discusso Sharon Swingle, del Department of Justice.

Il 25 settembre 2026 anche CNBC[2] ha dato conto del passaggio davanti alla corte d'appello fra il Pentagono e l'azienda.

Dal contratto all'atto amministrativo

Fino a questo passaggio, il rapporto fra un fornitore di modelli di frontiera e un cliente pubblico veniva letto come vicenda contrattuale. Clausole d'uso, condizioni di servizio, rimedi negoziali: la grammatica era quella dell'appalto.

Una petizione per review of agency action cambia registro.

Chiede al giudice di sindacare la condotta dell'amministrazione secondo gli standard del diritto amministrativo federale. Il perno diventa l'atto, al posto della promessa. Un ricorso di questo tipo richiede una final agency action, un ricorrente legittimato e un termine rispettato.

Le conseguenze pratiche sono dirette. Il giudice guarda il fascicolo dell'amministrazione, la motivazione dell'atto e il rispetto delle procedure.

Il fornitore entra così in un giudizio pubblico, con memorie consultabili e una motivazione capace di orientare casi futuri. Per la funzione compliance questo produce un effetto nuovo: un fascicolo citabile da terzi, fuori dal perimetro riservato del contratto.

La coalizione che ha scritto alla corte

Il frontespizio elenca oltre quindici memorie di amici curiae a sostegno del ricorrente. La composizione di quel gruppo dice molto sulla natura attribuita alla controversia.

  • 149 ex giudici insieme al Democracy Defenders Fund
  • American Civil Liberties Union e Center for Democracy and Technology
  • L'ex Segretario della Difesa Leon Panetta con l'Institute for Security and Technology
  • Ex Service Secretaries e ufficiali generali in congedo
  • Dipendenti di OpenAI e Google a titolo personale
  • Associazioni industriali, la Foundation for American Innovation, il professor Alan Z. Rozenshtein

Il dato dei 149 ex giudici compare nel testo depositato. È una cifra che misura il peso istituzionale attribuito alla questione, al di là dell'interesse commerciale delle parti.

Chi deposita una memoria sostiene un costo legale reale. Un allineamento che unisce organizzazioni per le libertà civili, vertici militari in congedo, teologi morali e associazioni di impresa indica una posta in gioco costituzionale.

Le memorie a sostegno del ricorrente risultano numerose nel frontespizio. Questo elemento descrive la mobilitazione, e resta distinto dal merito della decisione, che dipende dalla motivazione della corte.

Per un consiglio di amministrazione il segnale utile è un altro: la relazione fra un vendor di AI e un dipartimento federale diventa materia di pubblico dibattimento, con un fascicolo, dei termini e un giudice.

Il segnale di governance

Il segnale di governance è questo: la politica d'uso di un modello di frontiera verso un cliente statale è entrata in un'aula di appello come questione di diritto amministrativo.

Fino a ieri quella materia viveva in due luoghi riservati: il contratto e la trattativa. Adesso vive anche in un fascicolo giudiziario.

Per le imprese che vendono capacità di calcolo e modelli al settore pubblico il perimetro cambia. Le condizioni d'uso diventano documenti con rilevanza processuale. La loro genesi, la loro versione e la data della loro adozione acquistano valore probatorio.

Qui torna la domanda di fondo di ogni framework: quale ruolo nominato dentro l'organizzazione risponde della politica d'uso applicata ai clienti pubblici, per nome, per iscritto, prima del deployment?

Un presidio calibrato sul rischio contrattuale risulta oggi tarato male rispetto al nuovo contesto. L'audit resta necessario, il suo perimetro cambia. Le funzioni legali che tengono un registro delle versioni delle policy riducono il tempo di risposta a una richiesta istruttoria.

L'Unione europea tiene la difesa fuori dall'AI Act

Il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, è in vigore dal 1° agosto 2024.

L'articolo 2, paragrafo 3 esclude dall'ambito di applicazione i sistemi di AI immessi sul mercato o usati esclusivamente per scopi militari, di difesa o di sicurezza nazionale. La stessa domanda portata davanti al D.C. Circuit, in Europa, cade fuori dal regolamento.

Restano il diritto degli appalti, il diritto nazionale della sicurezza e le regole dei singoli Stati membri.

Il calendario europeo per il resto del perimetro procede per tappe.

  • Divieti applicabili dal 2 febbraio 2025
  • Obblighi sui modelli di uso generale dal 2 agosto 2025
  • Regime dell'alto rischio in applicazione dal 2 agosto 2026

La proposta Digital Omnibus, presentata dalla Commissione europea nel novembre 2025, resta in fase di negoziato. Il testo prevede uno slittamento degli obblighi sull'alto rischio a dicembre 2027.

Il confronto fra le due giurisdizioni produce una asimmetria utile da mettere a verbale. Negli Stati Uniti la vicenda entra in un'aula per via amministrativa. In Europa la difesa resta esclusa dal testo, e la governance dell'uso militare dipende da altri strumenti.

Le organizzazioni che operano su entrambe le sponde tengono due mappe distinte, con due elenchi di autorità competenti.

Le due letture disponibili

Una prima lettura vede in questo passaggio un principio ampio: le scelte di un dipartimento federale sull'uso di modelli di frontiera diventano sindacabili per via amministrativa.

Una seconda lettura circoscrive l'effetto al fascicolo concreto. La portata di una decisione di appello dipende dalla motivazione, dall'atto impugnato e dal record istruttorio.

Questa redazione presenta entrambe le letture ed evita di eleggerne una come corretta. Il testo integrale della motivazione resta l'unico riferimento per misurare l'ampiezza del principio.

Il quadro processuale statunitense prevede poi vie ulteriori: istanza di riesame davanti al collegio, richiesta di pronuncia en banc, petizione di certiorari alla Corte Suprema. Un board prudente tratta il principio come assestato dopo l'esaurimento di questi passaggi.

Fino a quel momento il valore operativo della pronuncia sta nel metodo, più che nel dispositivo: la via amministrativa funziona come sede di questa disputa. Le funzioni rischio che aggiornano la matrice adesso lavorano su una ipotesi documentata, invece che su una previsione.

Tre decisioni per il board

La sequenza utile parte dal General Counsel e arriva al comitato rischi.

1. Mappare le policy d'uso come documenti con rilevanza processuale

Il General Counsel verifica quali condizioni d'uso governano i contratti pubblici in essere, con versione, data di adozione e ruolo che le ha approvate. Un registro delle versioni trasforma una richiesta istruttoria in un esercizio di recupero documentale. L'assenza di quel registro produce una ricostruzione a posteriori.

2. Aggiornare la matrice di rischio con la voce «contenzioso amministrativo»

Il Chief Risk Officer distingue il rischio contrattuale dal rischio di sindacato giurisdizionale su un atto pubblico. Sono due esposizioni diverse, con tempi, controparti e costi diversi. La matrice che tiene una sola voce sottostima la seconda. Le aziende con ricavi da clienti pubblici quantificano l'esposizione per contratto e per giurisdizione.

3. Definire la disclosure verso il comitato audit

Il comitato audit e rischi decide quale informazione entra nella reportistica periodica: contenziosi pendenti con controparti pubbliche, policy d'uso applicate a clienti governativi, dipendenza dei ricavi da appalti. Il CEO trova qui il vincolo strategico: la scelta dei mercati pubblici porta con sé un regime di esposizione pubblica.

Regulatory horizon

Stato attuale: la decisione del D.C. Circuit porta la data del 25 settembre 2026, dopo una discussione orale del 19 maggio 2026. La causa è la n. 26-1049, consolidata con la n. 26-1162.

Giurisdizione: Stati Uniti, corte d'appello federale del District of Columbia Circuit. Materia: review of agency action nei confronti del Department of War.

Sul versante europeo il Regolamento (UE) 2024/1689 resta in fase di attuazione progressiva, con la difesa esclusa dall'ambito per effetto dell'articolo 2, paragrafo 3. La proposta Digital Omnibus resta in negoziato.

Le date già maturate includono il 2 agosto 2026 per il regime europeo dell'alto rischio. La scadenza successiva prevista dal regolamento cade il 2 agosto 2027, per i sistemi ad alto rischio incorporati nei prodotti dell'allegato I.

La domanda sulla sede di questa disputa ha ricevuto una risposta. Una seconda domanda si è aperta: quale standard di controllo governa il merito.

Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.

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