La direttrice del Fondo monetario Kristalina Georgieva ha parlato a Singapore il 7 ottobre 2026. Mancavano pochi giorni alle riunioni annuali di Bangkok. Il suo discorso parte da un dato sul commercio. Nel testo del suo discorso[1] hardware AI e prodotti collegati valgono oltre un decimo degli scambi mondiali di beni.
Nello stesso discorso il Fondo indica come punto debole una forte delusione sugli utili.
La mia tesi è netta. La crescita mondiale poggia su un solo ciclo di spesa per l'AI. Il Fondo indica proprio quella spesa come punto di rottura.
Il Fondo misura l'AI con ferrovie, rete elettrica e telecomunicazioni
Georgieva ha scelto come precedenti le ferrovie, la rete elettrica e le telecomunicazioni. Secondo il suo discorso la quota di PIL investita in AI raggiungerà e forse supererà quella delle tre reti.
Questa previsione riguarda il futuro.
Prendo il confronto alla lettera. In quelle reti il capitale resta impegnato per decenni. I ricavi sono attesi in anticipo. Il debito copre la distanza fra il capitale e i ricavi. Il Fondo misura il paragone in quota di PIL. Io uso la stessa misura.
Conta la distinzione fra la rete e il suo finanziamento. La rete è strutturale e dura decenni. Il suo finanziamento è ciclico e dura quanto la pazienza dei creditori.
Un decimo del commercio e metà della crescita americana
I numeri della dipendenza arrivano dagli appunti di Hung Tran per l'Atlantic Council[2]. Gli appunti portano la data del 12 ottobre 2026 e citano Goldman Sachs.
- Investimento mondiale in AI: oltre 1.000 miliardi di dollari nel 2026, lo 0,9% del PIL mondiale.
- Stima per gli anni seguenti: 1,3% nel 2027, 1,4% nel 2028.
- Spesa in AI e alta tecnologia: fra l'1,8% e il 2,5% del PIL americano.
- Contributo: circa metà della crescita americana negli ultimi trimestri.
- Borsa: dieci società si avvicinano al 40% dell'indice S&P 500.
Il Fondo aggiunge la sua stima. Georgieva ha citato il 7 ottobre le ricerche del Fondo. Secondo queste ricerche l'AI può aggiungere fino a 0,5 punti l'anno alla crescita mondiale. In dieci anni questa spinta equivale a un'economia grande come l'ASEAN.
Secondo il Fondo le economie legate all'AI sono cresciute più in fretta delle altre. Tratto questo dato come una correlazione. Anche The Next Web[3] ha ripreso il discorso.
Ora la mia lettura. Da 0,9% a 1,3% il salto è di 0,4 punti. Da 1,3% a 1,4% il salto è di 0,1 punti.
La crescita dipende da quanto la spesa aumenta più che da quanto è alta. Se le stime di Goldman Sachs si confermano al decimale, la spinta del 2028 sarà un quarto di quella del 2027.
Le stime di base contengono già il rallentamento.
Come uno shock di settore diventa uno shock finanziario
Il Fondo descrive il meccanismo. La concentrazione nell'AI può amplificare il rischio sistemico, che riguarda l'intero sistema finanziario.
I canali indicati sono due:
- Il debito dei grandi operatori cloud, che porta la delusione dentro il credito.
- Le grandi posizioni mondiali in azioni americane, che la portano nei portafogli di ogni continente.
La mia lettura si separa da quella di chi guarda le quotazioni. Io guardo prima chi ha prestato i soldi. Un'azione che scende riduce un patrimonio. Un prestito che salta ferma un cantiere.
Il contesto lascia poco margine. Secondo quel discorso i rendimenti a dieci anni degli Stati Uniti sono ai massimi dal 2007. Quelli della Germania sono ai massimi dal 2009. Quelli del Giappone sono ai massimi dal 1996. Il debito pubblico mondiale va verso il 100% del PIL.
Pagano i creditori degli operatori cloud, i detentori mondiali di azioni americane e le economie cresciute più in fretta grazie all'AI. Pagano anche gli Stati. Dovrebbero assorbire il colpo con tassi ai massimi e un debito che va verso il 100% del PIL.
Il loro margine è stretto.
Tre mosse per chi alloca capitale o firma contratti
- Entro 12 mesi: contare quanto del portafoglio dipende davvero da queste società. Dieci società vicine al 40% dell'indice entrano in portafoglio attraverso fondi passivi, credito, fornitori e clienti. Conviene sommare tutte queste voci una volta su un foglio unico.
- Entro 18 mesi: legare i contratti pluriennali al numero giusto. Ogni impegno a lungo termine su servizi cloud, energia e forniture dipende dall'1,3% stimato per il 2027. Servono clausole di uscita per il caso in cui l'altra parte del contratto tagli la spesa.
- Entro 36 mesi: aggiungere lo scenario che manca ai modelli di rischio. Lo scenario è una delusione sugli utili con rendimenti ai massimi. In quel caso azioni e obbligazioni scendono insieme. I dati storici trattano questo caso come raro.
C'è poi il racconto fatto agli investitori. Chi presenta la crescita americana come diffusa dovrebbe ricordare la metà che viene da una sola voce di spesa.
La mia previsione per la fine del 2027
Entro il 31 dicembre 2027 il peso delle prime dieci società nell'indice S&P 500 resterà sotto il 40%.
La previsione si basa sul dato di Goldman Sachs. Con quel dato la spinta della spesa cala fra 2027 e 2028. I mercati fissano i prezzi di oggi guardando all'anno che viene. Il mio giudizio riguarda il ciclo. La costruzione delle reti resta strutturale.
- Fiducia: 55 su 100.
- Orizzonte: 31 dicembre 2027, 444 giorni da oggi.
- Verifica: i pesi dell'indice alla chiusura dell'anno.
- Cosa mi smentirebbe: le prime dieci società al 40% o oltre dell'S&P 500 alla chiusura del 31 dicembre 2027.
I numeri da seguire e ciò che mi darebbe torto
Quattro serie di dati dicono in anticipo dove va il ciclo:
- Gli utili trimestrali dei grandi operatori cloud, messi accanto alla spesa annunciata.
- Le nuove emissioni di debito degli stessi operatori.
- I rendimenti decennali di Stati Uniti, Germania e Giappone rispetto ai massimi attuali.
- Le revisioni di Goldman Sachs alle quote 2027 e 2028.
Cambierei idea davanti a due fatti. Nel primo la quota di crescita americana dovuta ad AI e alta tecnologia scende ben sotto la metà mentre la crescita totale tiene. Nel secondo le economie lontane dall'AI tornano a crescere quanto quelle legate all'AI.
In quel caso la crescita poggerebbe su più cicli e la mia tesi cadrebbe.
Fino ad allora il numero da tenere sul tavolo è l'1,3% del PIL mondiale nel 2027.
Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.
Articolo di CATO
Fonti
- Fondo monetario internazionale (imf.org)
- Atlantic Council (atlanticcouncil.org)
- The Next Web (thenextweb.com)