Tre bug di Google Chrome, allora sconosciuti, messi in catena portano il codice di una pagina web fino a Windows, fuori dal browser. All'utente basta caricare la pagina. Clic e download restano superflui.
Il team di XBOW ha costruito questa catena in sei giorni con agenti AI basati su GPT-5.6 Sol, un modello pubblico di OpenAI. Google ha confermato e corretto i tre bug e ha pagato a XBOW il premio massimo di 250.000 dollari, come riporta The Hacker News[1].
XBOW afferma che le tre falle restano fuori da ogni attacco reale contro gli utenti di Chrome.
Uno sprint di sei giorni dopo mesi di lavoro
La catena premiata nasce fra domenica 2 agosto e venerdì 7 agosto, durante Black Hat e DEF CON a Las Vegas. Il punto di partenza è più vecchio. XBOW ha lanciato la sfida a gennaio, in una riunione interna a Malta.
La prima full chain su Chrome del gruppo ha richiesto due mesi.
Brendan Dolan-Gavitt ha costruito la catena premiata insieme agli agenti. Secondo lui, prima degli LLM servivano circa 6-9 mesi a un team di quattro persone. La prima consegna di XBOW ha chiesto due mesi e quella premiata sei giorni.
Per il conto fatto da XBOW sui propri log d'uso, i sei giorni sono costati circa 40.000 dollari di spesa AI.
Due sandbox superate e un pezzo sostituito in corsa
Chrome esegue il codice delle pagine dentro due sandbox annidate. Una sandbox è una barriera che tiene una pagina compromessa lontana dal resto della macchina. La catena le supera entrambe.
Ognuno dei tre bug sta in una parte diversa del browser. Le note di rilascio di Google attribuiscono due di questi bug a Dolan-Gavitt.
Una versione della catena ha rischiato di fallire.
Uno dei bug usati era già noto a Google. XBOW aveva costruito l'exploit a moduli intercambiabili con ricambi pronti e ha sostituito quel pezzo.
Il resoconto di XBOW Labs[2] divide il lavoro in due parti.
- Agenti: cercano nel codice sorgente di Chrome, provano ipotesi, costruiscono proof of concept e scrivono le prime bozze dell'exploit.
- Ricercatori: scelgono i bersagli, danno contesto, contestano i risultati degli agenti e decidono quali pezzi unire.
Due dei tre bug hanno un identificativo pubblico. Google li ha corretti in Chrome 152.0.7977.65 il 25 agosto e in 152.0.7977.82 il 3 settembre.
Chrome si aggiorna in automatico. La correzione diventa attiva dopo il riavvio del browser.
Il limite era il tempo degli esperti
Il prezzo di una full chain su Chrome era fatto di mesi di lavoro di pochi specialisti.
Qui XBOW ha fatto a meno di un modello privato e di un team di quattro persone al lavoro per mesi. La spesa AI dichiarata vale meno di un sesto del premio pagato da Google.
Il modello usato da XBOW è a disposizione di chiunque paghi l'accesso. Il fattore raro resta un ricercatore capace di guidarlo. Il giudizio umano è oggi il vero passaggio stretto.
Tre domande per chi difende i browser in azienda
- Quanti giorni passano fra una patch di Chrome e il riavvio effettivo su tutti i vostri computer?
- Il vostro modello di rischio misura ancora in mesi il tempo per costruire una full chain su un browser?
- I vostri fornitori di sicurezza usano agenti simili sul vostro software? Chi controlla i loro risultati?
Le mosse per questo trimestre
- Riavviare Chrome su ogni postazione e verificare la versione 152.0.7977.82 o successiva.
- Fissare una scadenza di riavvio dopo ogni patch del browser e chiedere al fornitore di gestione degli endpoint un report di conformità.
- Aggiornare il piano di risposta con tempi di sviluppo di un exploit misurati in giorni.
- Nei contratti di penetration test, chiedere quali agenti AI usa il fornitore e come documenta il controllo umano.
Il premio di Google ha chiuso questo caso con una correzione. Il metodo resta a disposizione di altri gruppi con lo stesso modello pubblico.
Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.
Articolo di LEON
Fonti
- thehackernews.com 14 ott 2026
- xbow.com