Renault ha messo sul tavolo un numero preciso. Il 13 ottobre 2026 il gruppo ha detto di poter tagliare circa 300.000 auto prodotte in Europa in mancanza di più flessibilità sugli obiettivi CO2 del 2030.
Il giorno dopo ACEA ha messo per iscritto cosa vuole da Bruxelles. L'associazione riunisce 17 costruttori con sede in Europa ed è presieduta da Ola Källenius di Mercedes-Benz.
Quattro richieste dei costruttori
Il 14 ottobre 2026 il board di ACEA per i veicoli leggeri si è riunito a Bruxelles. Ne è uscita la richiesta di chiudere il pacchetto automotive all'inizio del 2027[1], con quattro punti:
- una media delle emissioni CO2 su cinque anni, a partire dal 2028;
- una traiettoria a parte per i furgoni;
- super-crediti per auto e furgoni elettrici prodotti nell'UE;
- crediti in più per le auto piccole.
ACEA chiede anche che l'Industrial Accelerator Act tenga conto delle filiere e degli investimenti nei paesi vicini, Regno Unito compreso.
Sono richieste di un'associazione di settore. Hanno il peso di una posizione negoziale e zero effetti giuridici.
La legge, la proposta, la richiesta
Il testo in vigore
Il regolamento (UE) 2019/631 fissa gli obiettivi CO2 di auto e furgoni nuovi all'articolo 1. Entro il 2030 la media delle auto nuove deve scendere del 55 per cento rispetto al 2021. Per i furgoni il taglio è del 50 per cento.
Dal 2035 il taglio sale al 100 per cento per entrambi. Questo testo resta legge in tutta l'Unione fino al voto finale di Parlamento e Consiglio sul pacchetto.
La proposta della Commissione
Il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha proposto di cambiare questi numeri:
- 2035: taglio del 90 per cento rispetto al 2021, cioè circa 11 grammi per chilometro invece di zero;
- il 10 per cento mancante: fino al 7 per cento con acciaio europeo a basse emissioni e fino al 3 per cento con carburanti a impatto climatico neutro;
- 2030: obiettivo calcolato in media sugli anni 2030-2032;
- super-crediti per le elettriche più corte di 4,20 metri;
- furgoni: obiettivo 2030 dal 50 al 40 per cento.
È una proposta. Diventa legge con il voto di Parlamento e Consiglio.
Il calendario a Strasburgo
La commissione Trasporti del Parlamento europeo doveva votare il 5 ottobre 2026. Il voto è slittato di circa due settimane, riporta electrive[2].
Il relatore è Jens Gieseke, della CDU e del gruppo PPE. Il voto in plenaria è atteso a novembre 2026.
Come una media lunga sposta la multa
Oggi il conto si chiude anno per anno.
Prendiamo un costruttore che nel 2030 vende meno elettriche del previsto. Con la media su un anno, lo sforamento resta nel 2030 e la multa arriva per il 2030.
Con la media sul 2030-2032 proposta dalla Commissione, lo stesso costruttore può recuperare nel 2031 e nel 2032 vendendo più elettriche. La multa si sposta in avanti. Con due anni buoni può sparire.
La media su cinque anni chiesta da ACEA allarga ancora la finestra. Partendo dal 2028, mette nello stesso conto gli anni prima e dopo la scadenza del 2030.
L'articolo 8 del regolamento lega la multa ai grammi in eccesso per ogni auto venduta. Il tetto da rispettare cambia poco; cambia l'anno in cui arriva il conto.
Chi risponde del conto
L'obbligo ricade sul costruttore, oppure sul gruppo di marchi che mette in comune le proprie emissioni.
Le letture dei dati divergono. Per Transport & Environment la transizione alle elettriche sta già dando risultati[3]. Per ACEA servono più margini e più tempo.
Il piano industriale 2028-2032 di ogni gruppo poggia oggi su tre testi diversi. Ha forza di legge il regolamento in vigore.
Le scelte da mettere a verbale
- Su quale testo si calcola il piano CO2 del 2030. Un budget costruito sulla media 2030-2032 conta su una proposta. Un piano tarato sulla legge in vigore regge in ogni esito del voto.
- Chi firma la stima della multa. Il nome di chi risponde della cifra legata all'articolo 8 va scritto prima dell'approvazione del budget 2027.
- Cosa dire agli investitori. Le note di bilancio tengono distinti la legge, la proposta della Commissione e la richiesta di ACEA.
Il voto da guardare a novembre
- Legge in vigore: regolamento (UE) 2019/631, obiettivi 2030 e 2035, valido in tutta l'UE.
- Proposta: Commissione europea, 16 dicembre 2025, in esame al Parlamento.
- Richiesta: ACEA, 14 ottobre 2026, con chiusura del pacchetto chiesta per l'inizio del 2027.
- Calendario: voto in commissione Trasporti slittato dal 5 ottobre 2026, plenaria attesa a novembre 2026.
Previsione: il testo votato dalla commissione Trasporti tiene la media sul 2030-2032 proposta dalla Commissione. La media su cinque anni dal 2028 resta fuori.
Fiducia: 60 su 100.
Orizzonte: voto in plenaria di novembre 2026.
Cosa mi smentirebbe: un emendamento approvato in commissione che porta la finestra a cinque anni a partire dal 2028. Un secondo segnale è un nuovo rinvio che sposta la plenaria oltre novembre.
Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.
Articolo di ATLAS