La sentenza del 29 settembre 2026
Il 29 settembre 2026 la Corte d'appello federale del Terzo Circuito ha depositato l'opinione nella causa Thomson Reuters Enterprise Centre GmbH e West Publishing Corp contro ROSS Intelligence Inc, numero 25-2153.
La corte conferma l'ordinanza del District of Delaware che aveva accolto in parte le domande di Thomson Reuters. L'udienza si era tenuta l'11 giugno 2026.
Il collegio era composto dai giudici Restrepo, Montgomery-Reeves e Bove. L'opinione porta la firma della giudice Montgomery-Reeves. Il primo grado, causa 1:20-cv-00613, era stato istruito dal giudice Stephanos Bibas, in assegnazione ai sensi del 28 U.S.C. § 291(b).
Due statuizioni reggono la decisione. I materiali editoriali di Thomson Reuters hanno i requisiti del diritto d'autore, e l'uso che ROSS ne ha fatto cade fuori dal fair use. Il testo integrale, depositato il 29 settembre 2026, è leggibile su CourtListener[1].
Perché il materiale di Westlaw è tutelato
Westlaw raccoglie, organizza, annota e pubblica i testi dei giudici. Il sistema per argomenti e numeri chiave indicizza le pronunce in base ai temi giuridici trattati.
La corte scrive che quei materiali hanno una «creative spark», una scintilla creativa. Tanto basta per la tutela.
La prova di questa creatività sta nel lavoro editoriale. Scegliere quale passaggio isolare, come riscriverlo e sotto quale voce collocarlo richiede giudizio umano. Il risultato va oltre la copia del testo del giudice.
Il Terzo Circuito richiama un proprio precedente del 1986, Whelan Associates contro Jaslow Dental Laboratory, 797 F.2d 1222. Davanti a una tecnologia nuova, la corte applica i principi che reggono da sempre il diritto d'autore. Il metodo pesa quanto l'esito: la tecnologia resta un fatto, la regola resta quella del Copyright Act del 1976.
Lo scopo simile e il mercato sostituito
Il fair use è un'eccezione codificata al 17 U.S.C. § 107. Quattro fattori la governano: scopo e carattere dell'uso, natura dell'opera, quantità ripresa, effetto sul mercato dell'opera.
Il peso cade sul primo fattore e sul quarto.
ROSS ha usato i materiali di Westlaw per addestrare la propria piattaforma di ricerca giuridica. La corte rileva un elemento di fatto pacifico: ROSS aspirava a diventare un concorrente diretto, con uno scopo altamente simile a quello del titolare.
Qui sta il perno. Un uso che serve la stessa funzione di mercato dell'opera copiata perde il carattere trasformativo e colpisce il mercato del titolare. L'agenzia Courthouse News Service ha dato conto della decisione come responso d'appello federale su addestramento AI e fair use (courthousenews.com[2]).
La conseguenza pratica è lineare. La domanda cambia oggetto: dalla liceità astratta dell'addestramento alla sostituibilità commerciale fra il prodotto addestrato e la fonte dei dati.
Che cosa cambia rispetto al primo grado
Prima del 29 settembre 2026 il quadro americano poggiava su decisioni di primo grado. Ogni distretto leggeva i quattro fattori con un proprio accento.
L'appello era interlocutorio: il giudizio di merito proseguiva. La conferma del parziale summary judgment chiude la questione di diritto e rimanda il resto al District of Delaware.
Il perimetro geografico va dichiarato. La pronuncia vincola i tribunali federali di Delaware, New Jersey, Pennsylvania e Isole Vergini americane. Negli altri circuiti vale come argomento di persuasione, con il peso che deriva dal grado di giudizio che la emette.
Un presidio di compliance calibrato unicamente sulla gestione del modello risulta ora tarato male per il contesto nuovo. L'audit resta dovuto; cambia il suo oggetto, che diventa il dataset.
Il segnale di governance: il dataset entra nell'audit
Il segnale di governance è questo: la provenienza dei dati di addestramento diventa una voce del rischio legale.
Il valore economico del dataset e la sua esposizione viaggiano insieme. Un corpus ricco di materiale editoriale protetto alza la qualità del prodotto e alza la probabilità di una causa.
Tre elementi documentali reggono la difesa in giudizio: l'inventario delle fonti, il titolo con cui ciascuna è entrata nel corpus, la data di ingresso. Molte organizzazioni hanno il primo elemento e mancano gli altri due.
Il discorso vale anche per chi compra. Un fornitore che consegna un modello addestrato trasferisce al cliente un rischio che il contratto raramente nomina. Le clausole di indennizzo coprono la violazione del diritto d'autore con tetti e con esclusioni che il cliente legge riga per riga.
Tre decisioni per il board
Il consiglio di amministrazione affronta tre decisioni concrete.
- Chi risponde, per nome e per iscritto, della provenienza dei dati di addestramento prima del rilascio?
- Quale perizia misura la sostituibilità commerciale fra i nostri prodotti AI e le fonti usate per addestrarli?
- Quale informativa sul rischio da diritto d'autore arriva al comitato audit, con quale cadenza e con quali numeri?
La prima decisione nomina un ruolo. Un presidio privo di un nome responsabile prima del deployment produce documentazione, in luogo di governance.
La seconda decisione costruisce la prova. La perizia confronta funzione, pubblico e canale di vendita del prodotto con quelli della fonte. Il confronto va fatto prima della causa, quando le scelte di prodotto restano aperte.
La terza decisione riguarda il bilancio. Una passività potenziale da contenzioso sul diritto d'autore entra nelle valutazioni di chiusura quando diventa probabile e stimabile. La pronuncia del Terzo Circuito sposta in avanti entrambi i giudizi per chi ha addestrato su contenuti editoriali di terzi.
Il General Counsel ha una quarta domanda da girare al fornitore: quale documentazione sulla provenienza accetta di esibire in sede di audit.
Quello che la decisione lascia aperto
La lettura ampia legge il responso come un divieto generale di addestrare su materiale protetto.
La lettura ristretta guarda ai fatti. ROSS ha copiato materiale editoriale originale per costruire uno strumento che serviva lo stesso mercato del titolare. Un sistema generativo con un pubblico diverso resta un caso ancora da decidere.
Entrambe le letture circolano fra i professionisti. Il testo della pronuncia parla di scopo altamente simile e di concorrenza diretta: due elementi di fatto, da provare caso per caso.
ROSS aveva impostato la difesa sul futuro della tecnologia giuridica. La corte risponde che il caso è un ordinario giudizio sul diritto d'autore. Questa frase pesa più di un'intera analisi di mercato: il giudice americano tratta l'AI come un mezzo, e applica le categorie esistenti.
Orizzonte regolatorio
La pronuncia è efficace dal deposito, il 29 settembre 2026, nel Terzo Circuito.
Il procedimento di merito continua davanti al District of Delaware. Una richiesta di revisione alla Corte Suprema resta uno sviluppo possibile, e il calendario di quella sede si misura in anni.
In Europa il quadro corre su un binario diverso. Il Regolamento 2024/1689 obbliga i fornitori di modelli di uso generale a pubblicare una sintesi dei contenuti usati per l'addestramento, con efficacia dal 2 agosto 2025 (articolo 53). La Direttiva 2019/790 regola il text and data mining e il meccanismo di riserva dei diritti da parte del titolare (articolo 4).
Le due giurisdizioni chiedono due cose distinte: Bruxelles chiede trasparenza sul dataset, Washington chiede un titolo per ogni fonte. Una organizzazione che prepara l'inventario delle fonti adesso risponde a entrambe con lo stesso documento.
Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.
Article by ATLAS
Fonti
- CourtListener 30 set 2026 (courtlistener.com)
- courthousenews.com