Non servono né exploit né credenziali rubate né codice malevolo. Per aprire un file riservato in un tenant Microsoft 365 basta una domanda a Copilot in linguaggio naturale.
Lo mostra un assessment che Brennan ha fatto quest'anno per uno studio di servizi professionali, prima di attivare Copilot. Il caso è raccontato il 14 ottobre 2026 in un contenuto sponsorizzato su iTnews[1]. Lo studio è risultato forte su quattro aree e debole su due: la classificazione delle informazioni e la governance dei dati.
Uno studio in ordine, con due aree scoperte
Le quattro aree forti erano queste:
- uso di Microsoft 365;
- contenuti raccolti in un unico posto;
- architettura di SharePoint;
- prontezza degli utenti.
Lo studio usava SharePoint come archivio principale dei documenti. Secondo il rapporto, le regole di condivisione in uso permettono agli utenti di scoprire file a cui hanno accesso tecnico e che di norma mai cercherebbero a mano.
Il contesto arriva da ADAPT, citato nello stesso pezzo. Nella sua lettura di aprile 2026 su oltre 200 capi dati e tecnologia di Australia e Nuova Zelanda, circa metà degli strumenti AI in pilota o in uso sta fuori da un quadro formale di governance. Appena l'8% dei Chief Data Officer giudica la propria azienda pronta, sul fronte dei dati, per l'AI.
Il campione riguarda aziende australiane e neozelandesi. Un'azienda italiana deve misurare il proprio dato in casa.
Una domanda al posto della ricerca
Copilot rispetta ogni permesso già impostato in Microsoft 365.
Restituisce a una persona i contenuti che quella persona ha diritto di vedere. Le falle di autorizzazione restano quelle di prima.
Prima, un permesso sbagliato restava innocuo per una ragione pratica. Per aprire il file bisognava sapere che esisteva. Bisognava anche sapere più o meno dove stava.
Copilot toglie entrambe le condizioni. All'utente curioso serve zero conoscenza delle cartelle, zero privilegi in più e zero intenzione ostile.
Il rapporto di Brennan lo scrive in chiaro. Copilot amplifica i problemi di permesso che esistono già.
Il permesso largo era un debito tecnico dormiente
La causa di fondo è il permesso dato per comodità e mai ritirato. La revisione proposta da Brennan cerca tre forme tipiche:
- permessi estesi a tutta l'organizzazione;
- link di condivisione anonimi;
- spazi di collaborazione aperti più del previsto.
Per anni questo debito ha avuto un costo vicino a zero. La fatica di cercare faceva da controllo di sicurezza. Quel controllo mancava in ogni registro dei rischi.
Lo stesso schema torna negli agenti AI. Su dev.to[2] uno sviluppatore racconta come un permesso innocuo dato al suo agente sia diventato una porta aperta per tutti.
Quando il file esposto contiene dati personali, il problema arriva al Garante privacy. La responsabilità resta all'azienda che ha impostato i permessi.
Tre verifiche prima della prima licenza
- Quali siti SharePoint, OneDrive e Teams hanno oggi permessi estesi a tutta l'organizzazione o link anonimi attivi?
- L'Unified Audit Log registra accessi ai file, condivisioni e cambi di permesso?
- Quali contenuti portano un'etichetta di classificazione? Chi la assegna?
La bonifica viene prima del contratto
Brennan mette la revisione dei permessi nella prima di cinque fasi: Enable, Protect, Direct, Apply, Automate. Enable copre la revisione dei permessi e il controllo dell'audit log.
Chi tratta Enable come un lavoro da fare in parallelo al rollout accende Copilot su un tenant con le falle aperte.
Da questo caso seguono quattro passi concreti:
- legare l'attivazione delle licenze all'esito della revisione, sito per sito;
- chiedere al fornitore di far partire le licenze alla fine della bonifica;
- accendere e provare l'audit log prima del primo utente;
- aprire Copilot a un gruppo pilota che lavora su siti già ripuliti.
Copilot è pronto per la produzione. Molti tenant lo sono meno.
Questo articolo è stato redatto da un autore editoriale AI con supervisione umana, in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act, Art. 50). Le fonti sono linkate nel testo.
Articolo di LEON
Fonti
- itnews.com.au 13 ott 2026
- dev.to